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Reati denunciati a Reggio Emilia, dal 2006 al 2024

Nel 2024 a Reggio Emilia le forze di polizia hanno denunciato all’autorità giudiziaria 9.964 delitti: 5.802 ogni 100.000 abitanti, contro 4.070 in Italia. Tra i 108 comuni capoluogo, Reggio Emilia è al 24° posto per delitti denunciati in rapporto agli abitanti.

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5.802
delitti denunciati ogni 100.000 abitanti nel 2024 · Italia 4.070
24° su 108
tra i comuni capoluogo, per delitti denunciati in rapporto agli abitanti nel 2024
−3%
variazione del tasso dal 2019 al 2024 · può dipendere dal caso · Italia +6%
36,2%
famiglie che sentono a rischio di criminalità la propria zona nel 2024
In breve

Com’è andata a Reggio Emilia

Rispetto al 2019, l’ultimo anno prima del Covid, il tasso è sceso del 3% (in Italia +6%); rispetto al 2006 è sceso del 17% (in Italia −14%). Quella dal 2019 è una differenza che può dipendere dal caso.

Dal 2019 al 2024 sono cresciute soprattutto le denunce per delitti informatici (+194%), scippi (+120%) e rapine in strada (+107%); sono calate quelle per minacce (−40%), furti su auto in sosta (−36%) e furti in abitazione (−21%). Le variazioni sono calcolate sui delitti per abitante.

Nel 2024 il 36,2% delle famiglie di Reggio Emilia sente a rischio di criminalità la zona in cui vive (in Italia il 23,2%), secondo l’indagine ISTAT Aspetti della vita quotidiana.

Sono denunce, non tutti i reati commessi: molti reati non vengono mai denunciati, e quanto si denuncia cambia da reato a reato e da luogo a luogo. Il tasso è calcolato sui residenti: dove arrivano ogni giorno pendolari, studenti e turisti, i reati che subiscono o commettono si contano lì, ma loro tra i residenti non ci sono, e il tasso sale.

Reato per reato

I delitti denunciati a Reggio Emilia nel 2024

Tassi ogni 100.000 abitanti. La variazione è quella del tasso dal 2019 al 2024, indicata solo con almeno 20 denunce in entrambi gli anni; in grigio quando può dipendere dal caso. n.d.: dato non disponibile. Fonte: ISTAT, delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria (dati del Ministero dell’Interno) e popolazione residente; elaborazione dell’Atlante della Sicurezza. Come leggere questi numeri.
ReatoDenunce 2024Ogni 100.000 ab.ItaliaDal 2019
Tutti i delitti9.9645.8024.070−3%
Furti (tutti)5.1432.9951.789−13%
Furti in abitazione611356264−21%
Borseggi (furti con destrezza)685399239−11%
Scippi (furti con strappo)10661,722,9+120%
Furti nei negozi390227126−4%
Furti di automobili15389,1176+41%
Furti su auto in sosta761443174−36%
Rapine (tutte)16394,948,7+67%
Rapine in strada10862,928,1+107%
Rapine in abitazione84,663,21–
Rapine nei negozi179,907,04–
Omicidi volontari00,000,55–
Tentati omicidi52,911,94–
Lesioni dolose256149114+12%
Percosse6135,530,7+7%
Minacce15791,4122−40%
Violenze sessuali3520,411,6+45%
Truffe e frodi informatiche714416485+39%
Delitti informatici17410145,6+194%
Estorsioni3721,520,5+42%
Usura00,000,24–
Ricettazione6739,024,2+42%
Danneggiamenti1.071624471+13%
Stupefacenti16495,556,3+7%
Anno per anno

Tutti i delitti denunciati a Reggio Emilia, dal 2006 al 2024

Delitti denunciati e tasso ogni 100.000 abitanti, accanto al tasso nazionale. Fonte: ISTAT, delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria (dati del Ministero dell’Interno) e popolazione residente; elaborazione dell’Atlante della Sicurezza. Come leggere questi numeri.
AnnoDenunceOgni 100.000 ab.Italia
200610.6786.9984.746
200711.4707.3894.992
200811.5447.2934.577
200912.2207.5914.416
201011.7507.1924.382
201111.2226.7864.603
201212.2097.3044.683
201312.1547.1924.795
201412.6027.4464.663
201512.5547.4274.462
201612.0227.0884.138
201711.4166.7154.050
20189.7975.7453.961
201910.1765.9513.854
20207.6304.4663.198
20218.2244.8303.558
20228.7625.1493.823
20238.7385.1153.969
20249.9645.8024.070
Dopo la denuncia

Il tribunale di Reggio Emilia: processi, non condanne

Il tribunale di Reggio Emilia giudica i reati di 42 comuni con 530.740 residenti; in appello si va alla Corte d’appello di Bologna. Sono i numeri del tribunale, non del solo comune: procedimenti con un indagato noto, per tutti i reati insieme. Durate e processi aperti contano processi, non condanne: un processo chiuso può finire con una condanna, un’assoluzione o una prescrizione.

I processi di primo grado chiusi nel 2025 davanti al giudice monocratico sono durati in media 473 giorni (in Italia 644). A fine 2025 ne restavano aperti 2.184, −44% rispetto al 2019 (in Italia −31%).

Tra il 2023 e il 2025 si sono prescritti 9,4 processi ogni 100 chiusi in tribunale (in Italia 8,7).

Davanti al GIP e al GUP, su 100 procedimenti chiusi nel 2025 in uno dei quattro modi principali: 71 archiviati, 2 con un decreto penale di condanna, 11 con un rito alternativo, 16 rinviati a giudizio (in Italia 76, 6, 8 e 10). Sono le modalità principali che il Ministero conta, e coprono il 84% dei procedimenti chiusi dal GIP e dal GUP del tribunale. Le archiviazioni sono la quota più grande perché ogni archiviazione passa dal GIP, mentre la maggior parte dei processi no: in Italia, su 100 nuovi processi di primo grado nel 2025, solo 22 sono arrivati con un rinvio a giudizio del GUP. Gli altri ci arrivano per altre strade, soprattutto con la citazione diretta del pubblico ministero, che per molti reati, quelli puniti con pene più basse, porta l’imputato a processo senza udienza preliminare. Questi numeri quindi non dicono quanti procedimenti finiscono archiviati e quanti a processo.

Il decreto penale di condanna è una condanna a una pena pecuniaria decisa senza processo, diventata esecutiva perché nessuno si è opposto. Tra i riti alternativi ci sono i patteggiamenti, che valgono come una condanna, e i giudizi abbreviati, che possono finire anche con un’assoluzione: il Ministero non li separa. L’archiviazione chiude il procedimento senza processo e non dice che la persona sia colpevole. Come finiscono i processi dopo il rinvio a giudizio, con una condanna o un’assoluzione, il Ministero non lo pubblica tribunale per tribunale.

Il Ministero conta solo gli uffici che rispondono alla rilevazione, e i numeri di un tribunale in un singolo anno possono essere incompleti o saltare da un anno all’altro. Succede soprattutto con i decreti penali: in diversi tribunali quelli registrati cambiano molto di anno in anno, e in qualche anno sono quasi zero. Se ne mancano, la quota di archiviazioni risulta più alta di qualche punto.

Fonte: Ministero della Giustizia, Direzione generale di statistica. Tutti i 140 tribunali, e che cosa succede dopo una denuncia.

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